Testimoni del presente
dialogo con Luca Francesconi Le voci dei compositori dentro e oltre la pandemia Una rubrica di interviste e colloqui con i compositori europei, per indagare le caratteristiche, le contraddizioni e […]
Ultimo aggiornamento28 maggio 2024, alle 11:47
Milano, 17 marzo 1956 —
La cosa che mi fa molto male è vedere, anche alcuni compositori, anche giovanissimi, crogiolarsi in uno sbrodolamento di narcisismo svenevole post-decostruzionista, nichilista, “concettualneoromantico”, narcisista, molto, molto self indulgent: IO, IO, IO, Io soffro, io non sono ascoltato, io qua…io là. E sostanzialmente si arrendono. L’artista che si suicida in questo modo, non può che far piacere al sistema: non ha neanche bisogno di sparargli addosso.*